SEGALE Ibrida

Una nuova opportunità nel panorama delle colture energetiche
La segale ibrida è una coltura autunno-vernina a basso input,
caratterizzata da una elevata rusticità che permette di coltivarla anche in terreni marginali, con risultati soddisfacenti.
Ha un’elevata resistenza al freddo, è infatti il più resistente alle basse temperature tra i cereali (l’attività vegetativa riprende già dopo i 5°C), e si presta a semine autunnali anche tardive, ad esempio dopo le ultime raccolte del mais.
La segale ibrida produce un apparato radicale molto sviluppato che permette, durante l’inverno, un migliore utilizzo dell’acqua, una riduzione delle perdite per lisciviazione dell’azoto, e contrasta l’erosione del terreno.
CARATTERISTICHE PRODUTTIVE
- La segale ibrida produce 35-40 t di sostanza fresca con un contenuto di sostanza secca del 35% circa
- Per ottenere il massimo contenuto di sostanza secca e conseguentemente la massima resa in biogas è preferibile trinciarla nella fase di maturazione lattea (prima metà di maggio), il che consente anche di liberare il terreno per un secondo raccolto da biogas, come mais, sorgo o girasole.
- La segale ibrida raggiunge lo stesso livello di produzione di biomassa di un Triticale, però con almeno 15/20 giorni di anticipo, il che permette di liberare prima il terreno per l’eventuale secondo raccolto.
- Le rese in biogas della segale ibrida sono nettamente superiori rispetto alla segale tradizionale, l’inserimento della segale ibrida permette di integrare l’insilato di mais nel biodigestore, consente inoltre di ottenere buone produzioni in terreni difficili dove il mais non produce in modo soddisfacente.
Utilizzi deLla SEGALE ibrida
- Produzione di etanolo, amido e biomassa per digestori
- Produzione elevata di biomassa per insilati ad uso zootecnico
- Produzione di granella
CONSIGLI DI COLTIVAZIONE
- La preparazione del letto di semina è analoga a quella del frumento
- Semina a righe con seminatrice da frumento
CONCIMAZIONE
- Fosforo: 60-80 unità/ha alla semina (aumentare di 15-20 unità in terreni poveri)
- Azoto: preparazione del terreno 60 unità/ha - ripresa vegetativa 50 unità/ha
La coltura risponde bene alla somministrazione di letame, liquami e digestati, sia come concimazione di fondo che durante l’inverno.
